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Il patto

Posted by ramsesoriginal on August 10, 2008

Correre. Piú veloce. Niente sosta. Correre. Continuare. Sempre avanti, continuare a correre. Lento, sono troppo lento. No! Non puó essere! Mi sta raggiungendo. Oddio… BANG BANG! Che é successo? Non sento piú abbaiare. Com’é possibile? Qualcuno si é ricordato del patto? Ma chi? Sono tutti morti.. ecetto lui.. ma lui.. non é piú uno die nostri. Ma chi altro potrebbe rischiare di aiutarmi? Sto ancora correndo.. devo frmarmi. Devo accertarmi che sia veramente morto. Piano, con cautela, mi sto voltando. Non ci credo.. é lui!

Si stava voltando. Non capivo perché aveva continuato dopo avere sentito gli spari. Peró niente eguaglió come mi guardó quando mi scorse dietro al sra’kalel abattuto, fucile in mano, e sorridente. Erano anni che non la vedevo piú.. da quando avevo acettato la missione. La missione che aveva salvato tutti. Che aveva condannato tutti. Era necessaria. Lo sapevo. Peró non mi sono mai perdonato le cose che avevo fatto. Bhe, finalmente era finita. Finalmente, dopo tutti questi anni, l’avevo rivista. E lei mi guardó. Intensamente. Sembrava che vedesse un angelo. Bhe, in effetti.. ero un angelo. Non mi ero ancora abituato all’ idea di avercela fatta. Finalmente potevo proteggerla. Peró il suo sguardo mutó.. in qualcosa di oscuro.. paura.  No, panico. Si voltó e scappó. Non potevo permetterle di continuare in quella direzione. C’era un motivo per cui lo sra’kalel la stava protando in quella direzione. Mi alzai in volo e la inseguii. La raggiunsi appena in tempo, la presi e la alzai pochi secondi prima che la terra sotto ai suoi pieid eruppe in un’esplosione. Mentre la stringevo al mio petto, mi chiesi quanto si ricordasse di me. L’ultima volta che mi aveva visto ero molto differente. Ero sovrappeso, e di molto. Ero lento. Portavo occhiali con dlel lenti incredibilmente large. Capelli lunghi mai ordinati, grassi e pieni di forfora. E sempre ed esclusivamente vestiti malconci. Ad un tratto lei si voltó, mi guardó, e mi chiese una sola parola: “perché?”. Stavamo raggiungendo gli alberi. La depositai sulla sommita di un ghelilo altissimo. Gentilmente le spiegai la mia missione. Le spiegai tutto. Lei non sapeva che era al sicuro, e continuava a guardarsi intorno.

Non ci credo. È veramente lui. È venuto a salvarmi. Si ricorda del patto. Quais quasi no nrealizzo cosa mi sta raccontando.. una storia incredibile. La sua storia. Calma. Devo stare calma. È solo un trucco? No. Siamo gli ultimi rimasti. Il patto non é dimenticato, anche se siamo pochi. Ci riusciremo. Lo so. Lo spero. E lui.. é come me lo ricrodavo. Quegli occhi.. finalmente non son opiú nascosti dietro a dei fondi di bottiglia. I capelli neri, lunghi, che gli coprono parte dle viso.. coprono una cicatrice. Non pensare alla cicatrice, non lasciarti coinvolgere. Lui ci ha traditi. Un uomo con quelle labbra.. non puó tradire. Quelle labbra.. no, non devo lasciarmi travolgere da ricordi. Devo concentrarmi sui cambiamenti. Su quelle braccia muscolose. QUei bicipidi che smebrano durri come il ferro. Sul suo petto incredibilmente muscoloso. Sulle sue gambe sottili.. quel sorriso. No. Non ho mai poturo resistergli quando mi sorride cosí. Non sorridermi cosí. No!

L’angelo e la ragazza che erano atterrati sul albero si chinarono l’uno verso l’altra, e si baciarono. L’estraneo sorriso, spalancó le sue ali, e scompave.

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